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Naming: alcuni consigli su come creare un nuovo nome per un’azienda

Quando abbiamo a che fare con la creazione di una brand image di un’azienda ci concentriamo sul logo, sui colori, sulle forme e le proporzioni, come spiegato qui. A volte però trascuriamo un’aspetto decisamente importante, almeno quanto il logo: il naming, il nome con cui l’azienda si presenta al pubblico.

Qualche suggerimento per un naming vincente

Guardati intorno

La prima cosa da fare è aprire un motore di ricerca e indagare sui possibili concorrenti dell’azienda per cui dobbiamo cercare un naming. Prendere confidenza con l’ambiente nel quale dovremmo sopravvivere

Ricordati dell’immagine coordinata

Se oltre al naming ti è richiesto di realizzare anche il logo (e magari l’immagine coordinata) tieni sempre a mente questa relazione. Crea il naming in funzione del logo e il logo in funzione del naming 🙂

Il tuo lavoro sarà più semplice se devi partire da un logo già definito. In questo caso il logo esistente ti suggerirà già alcune parole chiave da ricercare ed analizzare.

Fai una lista

Preferibilmente scritta (e bella lunga). Annotati le varie keywords e associazioni di idee che ti vengono in mente. Una volta finita raffinala eliminando quelle che ti sembrano fuori luogo. Ora avrai una solida base da cui partire per costruire il naming.

Semplicità, non banalità

Una regola fondamentale è che il nome non deve essere troppo complicato o criptico. Deve essere facilmente memorizzabile. Nel contempo non deve essere banale.
Apple è un nome banale, ma può esserlo perchè l’azienda si è affermata nel corso degli anni a livello globale. Non funzionerà con la piccola azienda di provincia. E non dimentichiamoci che anche Apple, all’inizio, si chiamava Apple Computer.
Per BMW il discorso è analogo. Una sigla non è la scelta migliore per la vostra azienda!

Gioca, prova, combina, sperimenta e riprova.

A questo punto dovresti avere alcune parole “di partenza” e un’idea di quello che dovrebbe essere il punto d’arrivo. Manca tutto il resto.

Per ottenerlo devi provare a sperimentare con le lettere, i doppi sensi, gli accenti, ogni aspetto delle tua parole di partenza. Per esempio, se la tua parola iniziale è “Pesca” togliendo una consonante diventerà “esca”, cambiandone un’altra puoi ottenere “pesta”, cambiando parti diverse della parola ottieni combinazione sempre diverse: fresca, frasca, tresca, pasta etc… Otterrai sicuramente molte varianti, tra cui tante parole sciocche e senza senso per il tuo business. Ma sicuramente ne uscirà anche qualcuna che potrai elaborare ulteriormente, con lo stesso metodo…

Ora hai una elenco di parole /concetti più coerente, logico e armonico. Mescolale tra loro, combinale, modificale, storpiale… torturale se necessario!

 Testalo

Alla fine del tuo lavoro avrai alcune proposte. Prima di sottoporla al cliente testale! Con amici, amanti, parenti, passanti… Il percorso mentale che ti ha portare alla redazione di un naming può essere lineare per te, e incomprensibile per altri. Assicurati che invece sia facile da capire per tutti. Stampalo, appendilo a una parete e chiedi l’opinione degli altri. Se tutti capiscono a cosa potrebbe fare riferimento hai fatto un buon lavoro: proponilo al cliente! È preferibile non presentarsi con una sola proposta, ma nemmeno con infinite varianti. Dalle 3 alle 5 proposte/varianti dovrebbe essere un range ideale per la maggior parte dei clienti.

Infine: apri le orecchie!

Almenochè non resti folgorato da una proposta, il cliente dirà certamente la sua opinione. Non lasciarti sfuggire niente. Ogni parola, ogni sguardo, ogni sfumatura. Nel caso ti venga richiesto un secondo tentativo non puoi sbagliare, e questo feedback è l’unica cosa su cui ti potrai basare per fare centro!

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